I cacciatori fecero la loro comparsa in Europa nell’esercito di Federico II di Prussia, attorno al 1750. Erano soldati della fanteria o della cavalleria leggera specializzati in missioni esplorative o di fiancheggiamento. In Francia comparvero in occasione della Guerra dei Sette Anni, combattuta tra il 1756 e il 1763 contro Gran Bretagna e Prussia. Poiché il reclutamento dei cacciatori avveniva in larga misura tra i guardaboschi, come segno distintivo dell’unità venne scelto un pennacchio verde (ma con punta rossa).
Sin dal suo costituirsi la Guardia napoleonica ebbe al proprio interno un corpo di cacciatori a piedi e otto a cavallo. Da unità di cacciatori discendeva parte del Primo reggimento di fucilieri, i cui uomini, quando avevano questa provenienza, sfoggiavano sullo shako l’inconfondibile piuma verde. Nel 1809 il nucleo dei cacciatori della Guardia fu rimpinguato con la costituzione di due nuovi reggimenti di reclute, agli ordini di ufficiali della Vecchia Guardia o di sottotenenti appena usciti dall’Accademia di Saint-Cyr. Nel 1810, infine, una di queste due unità fu trasformata nel Quarto reggimento dei volteggiatori.
In ogni unità della fanteria napoleonica era arruolato un certo numero di soldati speciali, detti zappatori, che avevano il compito di effettuare scavi, realizzare trincee, aprire strade. Vestivano la stesa uniforme del reggimento di cui facevano parte, ma con alcuni segni distintivi: le spalline, che gli zappatori portavno rosse e dorate come i sottufficiali, lo stemma sul braccio raffigurante due asce incrociate, i guabti a manopola e il gembiule di cuoio bianco. Anche la barba era una prerogativa degli zappatori, poivhé agli altri soldati era proibito farla crescere.