I vichinghi percorsero, navigando, la maggior parte dell’Oceano Atlantico settentrionale, raggiungendo a sud le coste del Nordafrica e a est la Russia, Costantinopoli e il Medio Oriente, come saccheggiatori, commercianti, coloni e mercenari. I vichinghi, guidati da Leif Erikson, erede di Erik il Rosso, raggiunsero l’America del Nord, organizzando un effimero insediamento nell’L’Anse aux Meadows, nell’attuale provincia del Terranova e Labrador, in Canada.
I motivi che portarono all’espansione vichinga sono un argomento molto dibattuto nella storia nordica. Una teoria diffusa afferma che Carlo Magno “usò la forza e il terrore per cristianizzare tutti i pagani”, “battezzando, convertendo o passando ai ferri”. “Vichinghi e altri pagani che volevano vendicarsi”. Il professor Rudolf Simek conferma che “non è una coincidenza se le prime attività vichinghe avvennero durante il regno di Carlo Magno”. A causa della penetrazione del Cristianesimo in Scandinavia, duri conflitti divisero la Norvegia per almeno un secolo. In ogni caso, fu l’Inghilterra, e non il regno franco di Carlo Magno, a essere l’obiettivo dei raid vichinghi.
Un’altra teoria diffusa suppone che il sovrappopolamento vichingo avrebbe messo in crisi il potenziale agricolo della loro madrepatria scandinava. Per una popolazione costiera che aveva a disposizione tecnologie navali superiori, aveva un senso cercare di espandersi oltremare per far fronte agli effetti di un incremento della popolazione giovanile. Il primogenito ereditava le proprietà familiari, mentre i figli più giovani erano spinti a emigrare o a dedicarsi a raid. Questa teoria, però, non è in grado di spiegare perché l’espansione si sia diretta verso l’oltremare piuttosto che verso le ampie e non coltivate aree forestali dell’interno della penisola scandinava. Inoltre, non è stato dimostrato in maniera definitiva, questo fenomeno di esagerata crescita della popolazione né alcun declino nella produzione agricola. Era più facile dedicarsi a scorribande per mare piuttosto che al disboscamento di vaste aree di foresta da dedicare alla coltivazione o al pascolo, in una regione in cui si poteva usufruire di un limitato periodo di sviluppo vegetativo