La riconquista della Tripolitania indica un periodo storico – tra il 1922 ed il 1924 – durante il quale il regio esercito italiano fu impegnato in un’operazione di repressione nella libia italiana, contro la resistenza libica, guidata dalla dinastia dei Karamanli.
La riconquista iniziò nel luglio 1921 con l’arrivo del nuovo governatore della Tripolitania, il banchiere veneziano Giuseppe Volpi. Questi, supportato dal ministro delle Colonie, il liberale Giovanni Amendola, impresse subito una sterzata alle demoralizzate guarnigioni ormai abituate a vivere alla giornata. All’alba del 26 gennaio 1922, realizzando una sorpresa tattica, carabinieri, zaptié ed eritrei sbarcarono a Misurata Marittima, occupandone la località; era l’inizio della svolta che in poco più di un anno si sarebbe conclusa con l’occupazione di tutta la Tripolitania.
Le operazioni si susseguirono con rapidità. Il 1º giugno 1922, con una manovra convergente, quattro colonne, una delle quali comandata dallo sconosciuto colonnello Graziani, piombarono su Nalut sorprendendo i ribelli. La Gefara fu rastrellata, il Garian occupato.
Alla fine del 1922, per merito del conte Volpi, Misurata Marina e tutta la Tripolitania fino al ciglio del Gebel erano già nelle mani italiane.