La Dittatura di Garibaldi (o Dittatura garibaldina della Sicilia) fu l’esecutivo che Giuseppe Garibaldi, dopo lo sbarco a Marsala durante la spedizione dei Mille, nominò il 17 maggio 1860 per governare il territorio della Sicilia liberato dai Borbone-Due Sicilie, dopo essersi proclamato dittatore in nome di Vittorio Emanuele.
Dal 2 dicembre 1860 al 5 gennaio 1862 fu seguita dalla “Luogotenenza generale del re per la Sicilia”.
Il 14 maggio 1860 a Salemi Garibaldi dichiarò di assumere la dittatura della Sicilia “nel nome di Vittorio Emanuele, re d’Italia”. Tutta l’iniziativa garibaldina si mosse sotto il motto “Italia e Vittorio Emanuele”; questa frase e l’istituzione della dittatura a nome del Re indicano che Garibaldi aveva compreso che il successo della spedizione sarebbe stato facilitato dal mantenimento di rapporti con il Regno di Sardegna e dal mostrare di non voler provocare sovversioni dell’ordine sociale tali da preoccupare le nazioni europee e la borghesia meridionale.